L’antenna si prende tutta l’attenzione, eppure spesso è il pezzo poco appariscente nel mezzo a decidere tra successo e frustrazione: il cavo coassiale. Un cavo sbagliato brucia silenziosamente gran parte della potenza trasmessa e indebolisce ogni segnale in arrivo. Questo articolo mostra quale cavo ha senso e quando – da RG-58 a RG-213 e LMR-400 fino a Ecoflex – con valori di attenuazione solidi e note pratiche per l’ambiente alpino.
Perché il cavo conta
Ogni cavo attenua: trasforma la radiofrequenza in calore, misurato in decibel per lunghezza (dB/100 m). La regola chiave: 3 dB di perdita significano metà della potenza, 6 dB un quarto, 10 dB solo un decimo. E vale in entrambe le direzioni: ciò che resta nel cavo in trasmissione non arriva all’antenna; ciò che si perde in ricezione non lo si sente mai. L’attenuazione è un moltiplicatore di lunghezza: doppio cavo, doppi dB.

La struttura: quattro strati
Dall’interno verso l’esterno un coassiale ha un conduttore centrale, un dielettrico (isolante, spesso polietilene espanso), uno schermo (treccia, con foglio nei cavi buoni) e una guaina esterna. Lo schermo tiene fuori i disturbi e dentro l’energia trasmessa. L’RG-58 economico ha spesso solo una treccia singola sottile; i cavi low-loss moderni come Ecoflex o Aircom Plus combinano foglio e treccia superando 90 dB di schermatura – importante contro il QRM.
50 o 75 ohm? In trasmissione lo standard è 50 Ω: il miglior compromesso tra potenza e perdita. 75 Ω (es. RG-6) è più vicino alla minima attenuazione e si usa per ricezione, video e TV via cavo – inadatto alla trasmissione. Fattore di velocità: i cavi in PE pieno (RG-58, RG-213) hanno 0,66, quelli espansi come LMR-400 circa 0,85 – rilevante quando si usano le lunghezze del cavo per l’adattamento.
Attenuazione: il numero che conta
È qui che i cavi si dividono. I valori seguenti sono tipici, arrotondati, da datasheet dei produttori e riferimenti radioamatoriali, verificati su più fonti:
| Cavo | ~14 MHz (HF) | ~144 MHz (2 m) | ~432 MHz (70 cm) |
|---|---|---|---|
| RG-58 | ~4,9 | 20,3 | ~35 |
| RG-8X | ~3,3 | 15,4 | ~28 |
| RG-213 / RG-8 | ~1,8 | 9,2 | ~17 |
| LMR-400 | ~1,5 | 4,9 | ~8,8 |
| Aircell 7 | ~2,6 | 7,6 | 13,6 |
| Ecoflex 10 | ~1,4 | 4,9 | 8,9 |
| Ecoflex 15 | ~1,0 | 3,4 | 6,1 |
| RG-6 (75 Ω) | ~2,3 | ~9 | ~17 |
Il punto: in HF tutti i cavi „grossi” sono praticamente equivalenti (RG-213, LMR-400, Ecoflex tutti sotto 2 dB/100 m). Solo sui 2 m e 70 cm la differenza diventa drammatica: l’RG-58 perde circa 35 dB/100 m sui 70 cm – praticamente inutile per tratte lunghe – mentre LMR-400 o Ecoflex 10 restano sotto 9 dB.
Fai i conti: invece della regola pratica, calcola il tuo caso specifico. Il KV5R Coax Loss Calculator e il CO8TW Coax Calculator calcolano, per decine di tipi di cavo, la perdita di base, la perdita aggiuntiva dovuta al ROS e la potenza che arriva davvero all’antenna – basta inserire tipo di cavo, lunghezza e frequenza.
Quale cavo per cosa?
Regola pratica: mantieni la perdita totale della linea sotto 1–2 dB quando possibile. Ne deriva:
HF (fino a 30 MHz), fino a ~30 m: l’RG-213 basta quasi sempre e offre il miglior rapporto qualità-prezzo. Per tratte lunghe o alta potenza: Ecoflex 10 o LMR-400. RG-58 solo per bretelle corte sotto 5 m.
2 m (144 MHz): da ~10 m almeno RG-213, meglio Aircom Plus, Ecoflex 10 o LMR-400. Evita l’RG-58.
70 cm (432 MHz) e oltre: low-loss obbligatorio – LMR-400, Ecoflex 10/15, Aircom Plus. Per lunghe tratte verso palo o vetta, Ecoflex 15.
Portatile/QRP: RG-8X o Aircell 7 – buon compromesso tra perdita, peso e flessibilità. Adatto a un’antenna verticale o a una Yagi.
Ai soliti 100 W, del resto, la potenza sopportabile non è quasi mai il problema – già l’RG-58 regge alcune centinaia di watt in HF. Il criterio è quasi sempre la perdita, non la potenza.
L’inganno del ROS
Un ROS basso in stazione non è prova di una buona antenna. La potenza riflessa deve tornare indietro nel cavo e viene attenuata una seconda volta. Con un cavo lungo o con perdite, torna pochissimo – e il rosmetro segna valori ingannevolmente bassi. Un 2,0:1 all’antenna può travestirsi da innocuo 1,3:1 alla radio. Per esserne certi, misura all’antenna, ad esempio con un NanoVNA.
Connettori: PL-259, N o BNC?

PL-259 / SO-239 (connettore UHF): il classico dalle HF ai 2 m. Per costruzione non è un vero connettore a 50 Ω, cosa irrilevante in HF ma misurabile sui 70 cm. Robusto, alta portata di corrente, facile da saldare.
Tipo N: vero connettore a 50 Ω fino alle GHz, resistente alle intemperie – prima scelta per VHF/UHF e ogni collegamento all’aperto.

BNC: innesto rapido a baionetta, vero 50 Ω (attenzione: esistono anche versioni a 75 Ω!), ideale per strumentazione, portatili e QRP – non per alta potenza o montaggi esterni esposti.
Importante: sigilla ogni giunzione esterna con nastro autoagglomerante, poi uno strato di nastro resistente ai raggi UV. L’ingresso d’acqua è la causa più comune di attenuazione che cresce lentamente.
Errori comuni
• RG-58 per lunghe tratte VHF/UHF – il classico, butta via gran parte della potenza.
• Connettori non sigillati – l’acqua penetra nella treccia e l’attenuazione sale per sempre.
• Cavo CCS economico (anima in acciaio ramato) – fragile meccanicamente; scegli rame pieno per linee serie.
• Raggi di curvatura troppo stretti – deformano il dielettrico e creano salti d’impedenza. I cavi low-loss spessi sono rigidi!
Pratica alpina: fisso vs. portatile
Due mondi. Stazione fissa: con l’antenna sul tetto o su un palo, 15–40 m di cavo si accumulano in fretta – sui 2 m/70 cm questo depone chiaramente per il low-loss. Portatile e SOTA: l’opposto. Qui il cavo è corto (5–10 m) e la perdita è appena un problema – conta invece ogni grammo. Nessuno porta un rigido LMR-400 in vetta; si sceglie un leggero e flessibile RG-8X o Aircell 7. Oltre a questo, in montagna: l’intensa radiazione UV in quota invecchia in fretta le guaine in PVC – scegli PE resistente ai raggi UV. E gli sbalzi di temperatura con l’umidità fanno „respirare” il cavo e tirare acqua – qui i connettori sigillati non sono un lusso ma un obbligo.
Video: cavi a confronto
Conclusione
Non comprare il cavo più costoso, ma quello giusto: in HF l’RG-213 è quasi sempre corretto; in VHF/UHF e sulle tratte lunghe non si scappa dal low-loss. Nel dubbio misura, sigilla ogni giunzione esterna – e ricorda che la linea di alimentazione è la metà invisibile del tuo sistema d’antenna.
73 – la redazione di oeradio.at
Crediti immagini
Immagine del titolo (RG-213) e PL-259: Appaloosa, CC BY-SA 3.0 • diagramma in sezione: Tkgd2007, CC BY 3.0 • connettore tipo N: Swift.Hg, CC BY-SA 3.0 – tutte via Wikimedia Commons.
Nota di trasparenza
Questo articolo è stato ricercato e scritto con l’aiuto dell’IA (Claude, Anthropic). I dati tecnici – in particolare i valori di attenuazione – sono stati verificati su più fonti indipendenti (datasheet dei produttori, riferimenti radioamatoriali). Gli errori non si possono mai escludere del tutto; verifica i valori critici nel datasheet prima dell’acquisto. Domande o correzioni? Scrivici a [email protected].





